“Domani inizio la dieta”: tra il dire e il fare, c’è di mezzo un mare di…vizi

Si parte sempre con le migliori intenzioni, ma poi a volte risulta così difficile mettersi a dieta per davvero.

“Domani è lunedì e quindi comincia la dieta”. Diciamo ciò e ci crediamo per davvero.

Siamo piene di buone idee e propositi per le settimane a venire, ma poi succede qualcosa che non ci permette di iniziare davvero a seguire un regime alimentare sano ed equilibrato. Si inizia la dieta un sacco di volte, ma la si continua molto meno di frequente.

Tutte le promesse fatte svaniscono improvvisamente nel nulla.

Quali potrebbero essere le ragioni che ci rendono così difficile seguire la dieta prefissata da giorni, mesi, se non anni prima?

  1. L’imperfezione ti piace e ti rende unica

In fondo ti piaci così come sei, stai bene con te stessa vicino e lontano dallo specchio.

La decisione di iniziare la dieta potrebbe pervenire dall’esterno, da modelli che ci impone la società, da pubblicità, ma in fondo quello che si vuole è ben altro.

Se stai bene e sei in salute, fisicamente e mentalmente, fare la dieta non sarà più tra le tue priorità e procrastinare risulterà più probabile.

  1. Ti risulta difficile spezzare la routine quotidiana

Sei un’amante della routine e non del cambiamento.

Il cambiamento rappresenta per te una meta troppo grande, lontana da te, e per questo finisci spesso per scegliere di rimanere dove sei, nella tua zona di comfort.

Nel percorso di cambiamento, però, guardare solo dove vuoi arrivare rischia di essere un salto troppo grande da fare, e così rischi di mollare prima dell’arrivo, dell’obiettivo raggiunto.

  1. Il cibo è il tuo miglior amico, pronto a migliorare il buon umore

A volte il cibo diventa il miglior alleato e amico, soprattutto nei momenti tristi o di grande stress; il “comfort food”, come lo chiamano gli anglosassoni, riesce a far passare per un pò i dispiaceri e a far tornare il buonumore.

L’effetto sul buonumore è da attribuire a particolari sostanze contenute negli alimenti, in particolar modo in quelli contenenti carboidrati, che agiscono sul sistema nervoso attraverso i neurotrasmettitori. Tra questi, i principali sono la serotonina, la dopamina e le endorfine.

Per esempio, il cioccolato contiene un neurotrasmettitore chiamato serotonina, detto anche ormone dell’umore, che agisce sul nostro sistema nervoso centrale, innalzando lo spirito.

Il cibo assume così una funzione consolatoria e risulta difficile staccarsi da cibi che innalzano il tono dell’umore.

Il concetto chiave, comunque rimane che per una “Mens sana in corpore sano” bisogna essere decisi (quando c’è bisogno) a iniziare seriamente una dieta, prendendo in considerazione di mangiare in modo sano ed equilibrato, senza inutili procrastinazioni.

Il cibo consumato in eccesso in risposta ad una condizione emotiva è un meccanismo, a cui bisogna sicuramente prestare attenzione, che non va incentivato, bensì corretto. Diverso è invece consolarsi e ogni tanto concedersi un vizio con un dolcetto, purché non diventi un'abitudine.

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