Cosa evitare a tavola con tuo figlio

Non rispettare gli orari dei pasti o addirittura saltarne uno può compromettere l’appetito del bambino, portandolo a rifiutare il cibo oppure a cercarlo fuori dai pasti principali che devono essere quattro colazione, pranzo, merenda e cena. Scegli con cura gli alimenti, assicurandoti che siano gustosi e appetitosi. Questo non significa scegliere il cibo cattivo. Le verdure e la frutta, se proposte nel modo giusto, possono essere più appetitose di una porzione di patatine fritte.  Quando il cucchiaio si avvicina a tuo figlio e serra la bocca, rifiutandosi di aprirla, la soluzione non è strillare, non è distrarlo accendendo la tv o portando a tavola giochi e libri da sfogliare. Il momento del pasto dovrebbe essere un’occasione in cui la famiglia si riunisce. Cerca di evitare scontri, tensioni e distrazioni, fai in modo che si senta rilassato e sia ben concentrato su ciò che mangia. Solo in questo modo svilupperà una coscienza alimentare e imparerà a vivere il momento del pasto come piacevole. Per aiutarlo e invogliarlo a mangiare, puoi usare dei piatti con decorazioni divertenti, che stuzzichino la sua curiosità. Ti sei mai chiesta perché non finisce mai tutto quello che ha nel piatto? Se altezza e peso sono entro i limiti delle tabelle di crescita, se è vivace e attivo, non dovresti preoccuparti. Il suo organismo sa regolarsi in base alle sue necessità e forse la porzione che ha ricevuto è troppo abbondante. Non pretendere che finisca tutto ed evita di insistere, perché potresti creare tensioni che a lungo andare avrebbero delle ripercussioni sul suo appetito.  Secondo uno studio condotto dalla Cornell University, servire a tuo figlio una coscia intera di pollo o una mela non tagliata lo costringono ad usare di più gli incisivi, rendendolo più aggressivo con i suoi coetanei, molto più disobbediente con gli adulti ed estremamente irrequieto a tavola. Se sogni un pasto sereno, rilassato la strategia è tagliare a pezzi non troppo grossi la carne, la verdura, la frutta prima di servirgliela. Lui resterà buono al suo posto, mangiando senza farti disperare. “Se non finisci il piatto, stasera niente tv”. Frasi che a volte scappano dalla tua bocca nel disperato tentativo di riempire lo stomaco del tuo bambino. Una strategia fallimentare che trasforma il cibo in una prova d’amore o in un ricatto, modificando completamente la percezione che il bambino ha dei pasti e legando fame ed appetito ad aspetti emotivo-psicologici, piuttosto che ad una risposta istintiva dell’organismo. Ugualmente sbagliato è usare il cibo come merce di scambio: “se mangi la verdura, ti darò la cioccolata”. Il messaggio che passa è che la verdura è un cibo cattivo, da mangiare come un obbligo, mentre la cioccolata è il cibo buono, vissuto come un premio.

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