Gabriella Signorello

Nella sala silente del Carmine, ho pensato di passeggiare dentro un mondo di disperato sentire. La partizione degli spazi infiniti, la precisione di contorni accennati per caso, le schiume d’olio lasciate in secco lasciano percepire un vuoto, una mancanza angosciata, una sintonia di rumori assordanti. Le opere, allineate per tempo sui muri di questo spazio, sbigottiscono esse stesse del loro viaggiare sincronico nei vari momenti pittorici. Le porzioni di materiali ospitano le emozioni pittoriche di diverso cromatismo, e di differente spirometria. Gabriella Signorello dedica questo suo viaggio, nel suo paesaggio interiore, allo spirito amato da sempre, un uomo dolce e pacato come le opere di lei, proiettate verso la ricerca di una stabilità emozionale che solo l’arte riesce a donare nella dinamica fissità di un pensiero che si muove col respiro di chi lo anima, dipingendo, colorando, pensando, creando, inventando nuove realtà esteriori, e assorbendone e proiettandone il sentire attraverso il proprio spirito di non comune capacità osmotica. In esposizione fino al 9 giugno a Marsala, all’Ente Mostra di Pittura.

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