Il rischio d'infarto è scritto nel sangue

Le persone a rischio di infarto presentano un "marchio" specifico nel sangue. I risultati che sono venuti alla luce permettono di individuare precocemente le persone a rischio d’infarto così da intervenire prontamente con urgenza. Le persone morte per infarto del miocardio sono tante. Ogni anno uccide circa 70.000 persone in Italia ed è una delle principali cause di morte e disabilità. La maggior parte delle sindromi coronariche acute presentano alla base una coronaropatia causata da diversi stili di vita ma può anche essere un fattore ereditario. Trovare e studiare la relazione che lega queste due variabili è stato il principale obiettivo dei ricercatori. Questi ultimi hanno coinvolto pazienti con malattia coronarica stabile (cioè senza infarto) e pazienti con malattia coronarica instabile (con infarto) così da identificare le differenze molecolari che funzionano come biomarcatori. Essi permettono di individuare le persone a rischio d’infarto. Hanno analizzato in maniera particolare i piccoli messaggeri di RNA non codificante circolante nel sangue (microRNA). Queste molecole agiscono da interruttori ed hanno un ruolo importate nella regolazione genicama anche nei processi biologici come la proliferazione cellulare, il metabolismo dei grassi, lo sviluppo di tumori. Con l’analisi molecolare è stato identificato, tra un quadro formato da 84 diversi microRNA nella circolazione sanguigna. Hanno notato il comportamento anomalo di miR-423. Infatti sono stati riscontrati livelli molto bassi in pazienti con malattia coronarica instabile. Questa statistica era visibilmente diversa nei pazienti con malattia coronarica stabile.

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