"Il viaggio deve essere un diritto"

"Il viaggio deve essere un diritto", lo ha asserito forte e chiaro Elisabetta Ruspini, professoressa di Sociologia e presidente del corso di laurea triennale Stcl-Scienze del Turismo e Comunità Locale. A lei il compito di commentare i risultati emersi dallo studio, che ha valutato il grado di intolleranza presente nel mondo e ha messo in luce come il viaggio possa essere uno strumento forte ed importante per cambiare i pregiudizi di ognuno nei confronti delle differenze. Ruspini lo ha spiegato molto bene "non viaggiare è un elemento di esclusione sociale, in quanto il viaggio rappresenta una parte importante di inserimento nella società". Il turismo in Italia è stato studiato nel contesto universitario dagli anni '90, non ha una tradizione lunga. I pregiudizi sono alimentati dal contesto in cui viviamo, se il trend è pensare che il mondo sia sempre più chiuso verso le differenze è imputabile al contesto politico, in quanto le istituzioni si stanno chiudendo verso le differenze. Se viene celebrata una società difficile, la percezione è che il futuro sarà così. La nostra società mostra degli elementi di forte complessità, ma la buona notizia è che c'è fiducia nelle persone. Soprattutto è interessante osservare come le diverse generazioni percepiscano il viaggio, tra millennial, generazione Z, o Alpha. Dimostrano di credere meno nelle istituzioni, ma pensano che il mondo necessiti di una spinta individuale, da qui l'aumento di fiducia nelle singole persone. Non mancano le diversità di pensiero in funzione del Paese di origine, le generazioni si differenziano perchè sono storicamente innescate in modo diverso, in relazione all'impatto degli eventi che hanno giocato un ruolo nella formazione della mia identità. E' importante  tramandare quanto avvenuto. Per questo le nuove generazioni hanno un compito storico molto importante, e difficile, in quanto devono mediare tra il presente e un passato non vissuto direttamente. La professoressa si è soffermata sul tema del viaggio outgoing, ma c'è anche l'incoming su cui bisognerebbe lavorare. In particolare sul tema dell'accoglienza verso i turisti stranieri provenienti da mercati che ancora non conosciamo bene. Poi c'è un altro spunto legato alle donne che viaggiano da sole. Un trend in crescita, fare un focus sulle donne potrebbe essere interessante, il turismo al femminile sta crescendo in modo esponenziale. Le donne amano il turismo culturale, sono aperte all'accoglienza, ma necessitano di sicurezza. Per esempio la violenza di genere è una tematica molto sentita dai millennial.

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