Lina Wertmuller

Nonostante si dichiarasse negli anni ’70 socialista e anarchica l’ America rende onore a Lina Wertmuller la regista dagli occhiali bianchi più celebre al mondo. L'Oscar alla carriera è in genere, a Hollywood, lo stratagemma utilizzato per risarcire grandi autori, come fu per Hitchcock e Welles, di una imbarazzante penuria di statuette legittime. Ma nel caso della regista italiana dal cognome svizzero il gesto appare ancor più strategico visto che è stata la prima donna a ricevere una nomination alla regia. E visto che l’Academy si ritrova sempre di più con l’imbarazzo di gestire un maschilismo così pesante da essere impresentabile si tratta di un oscar politico. In realtà la fortuna della Wertmuller in America è ricca di chiaroscuri e per alcuni è stata solo una fiammata di paglia. La risposta per noi è semplice. Si tratta della più grande artista del grottesco, nel Paese che nel genere ha avuto due giganti come Gadda e Fellini l’unica donna, quindi, non solo, a essersi fatta largo con humour, talento e inesauribile energia in un mondo, come quello dei set, in cui si respira solo testosterone nebulizzato, ma anche l’unica ad aver usato lo spirito e la facondia di Petronio Arbitro e Rabelais per farlo.

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