Meryl Streep: "Se c’è bisogno di lottare contate su di me"

È meglio non svelare la sorpresa racchiusa nel monologo finale di Panama Papers, il film di Steven Soderbergh ora disponibile su Netflix (a partire dal 18 ottobre). Ma bastano le parole di Meryl Streep, che di quella sequenza è protagonista, per capirne il peso: "È stata la cosa più difficile che abbia fatto in tutta la mia vita" dice con un’imprevista modestia. "La sera prima non sapevo che avrei finito il film in quel modo. La mattina sul set m’è venuta un’illuminazione, e a quel punto ero fregata, non potevo più tirarmi indietro. E, se la scena fosse venuta male, sarebbe stata solo colpa mia". Dal vivo, la veterana di Hollywood è più piccola di quanto s’immagini, il fisico è minuto, la voce sottile. Sullo schermo, invece, resta la più grande di tutte. A 70 anni compiuti lo scorso giugno, è una diva che pensa a tutto fuorché alla pensione. "Le battute che pronuncio non sono state scritte da uno sceneggiatore, sono quelle della lettera di John Doe, nome fittizio dietro cui si cela la “talpa” della più grande truffa finanziaria degli ultimi anni. Ho rifatto quella scena tantissime volte, perché non potevo sbagliare neanche una parola. Era il documento di una persona coraggiosa, che ha condizionato nel bene e nel male le vite di moltissima altra gente in tutto il mondo. Non dovevo fallire". Tra la campagna a sostegno di Hillary Clinton, l’appoggio al movimento #MeToo e la crociata anti-armi, Meryl Streep è più impegnata che mai. "Ma solo se ha senso. Leggo un sacco di sceneggiature su temi importanti, ma didattiche e noiose. Sono le più difficili da rifiutare. Da quando sono diventata madre per la prima volta, ho iniziato a ragionare diversamente. A farmi una sola domanda, quando mi arriva un copione: Fa del bene o fa del male al pubblico?. Vale per tutti i film, che si tratti di un musical leggero come Mamma Mia! o di un’operazione che fa riflettere come Panama Papers. Ho una vita sola, e voglio utilizzarla per fare quello che mi rende fiera. Ancora adesso sento di poter fare la differenza. Posso decidere di far sorridere o far pensare. E, quando c’è da lottare per qualcosa, potete sempre contare su di me".

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