Micaela Martegani manager per l’arte socialmente impegnata

"Faccia a faccia" con un drone che ti guarda e parla attraverso gli occhi e la voce di un essere umano, intervento di arte pubblica intitolato "Loro", autore Krzysztof Wodiczko. I droni, con piccoli schermi come occhi e un microfono come bocca, entreranno in relazione diretta con gli spettatori seduti sul prato raccontando ciascuno la propria storia, per l’esattezza le storie reali di alcuni migranti. Si capovolge il punto di vista su un argomento di attualità bruciante, la migrazione, dando la parola a chi di solito non ce l’ha. Obiettivo: un dialogo empatico per combattere estraneità, slogan, disinformazione. Dietro tutto questo c’è Micaela Martegani, milanese che vive a New York dal 1990. Nella Grande Mela inizia lavorando in gallerie d’arte, prende il Phd alla New York University, fa ricerca, cura rassegne, anche per il Guggenheim. Ma non le basta. "Pensavo che spesso le persone non sono a loro agio nei musei o alle mostre, soprattutto se d’arte contemporanea. Volevo rendere i linguaggi odierni più aperti e accessibili, non più astratti, concettuali, elitari. Attraverso il dialogo e l’esperienza diretta volevo permettere agli spettatori di calarsi in situazioni vissute". È così che nel 2004 Micaela fonda MoreArt, una ong per avvicinare il pubblico alle espressioni visive più attuali attraverso l’arte socialmente impegnata, coinvolgendo di volta in volta categorie disagiate o discriminate. 

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