No Wash movement

Si chiama “No Wash Movement” ed è una tendenza in crescita, anche tra i vip. Sono sempre di più le celebrities che decidono di ridurre il numero di docce e l’uso di sapone per motivi di salute e ambientali, dagli attori Brad Pitt, Johnny Depp, Russel Crowe e Colin Farrell alla stilista Vivienne Westwood, senza dimenticare l’attivista australiano e cofondatore di WikiLeaks, Julian Assange. In Italia l’alpinista Mauro Corona e l’ex presidente del WWF, Fulcro Pratesi, sono sostenitori della necessità di diminuire il numero di docce e lunghi bagni, per contenere il consumo di acqua. Ma la riduzione dell’uso di shampoo, saponi e doccia-schiuma profumati avrebbe anche un vantaggio per la pelle. Lavarsi “troppo”, come accade nella nostra società, causerebbe una maggiore irritazione dermatologica, soprattutto se si usano acqua calda e detergenti con numerosi ingredienti e additivi. Quanto bisognerebbe lavarsi? Dipende dall’attività che si è svolta, ma anche dalla temperatura esterna, se si suda molto, specie in estate, o ci si espone ad agenti atmosferici inquinanti, la doccia fa solo bene, anche tutti i giorni. Porta via tutto ciò che si è depositato sulla pelle. Bisognerebbe invece evitare lo strofinio della cute, con un sapone o altro, perché rimuove lo strato protettivo e superficiale del derma. Via libera, dunque, a un risciacquo sotto la doccia, ma senza esagerare” spiega l’esperta, che aggiunge: “Se invece un soggetto conduce una vita più sedentaria, lavora in ufficio tutto il giorno ed è meno esposto a sostanze inquinanti, ci si può limitare a lavaggi meno frequenti” spiega Marzia Duse, docente di immunologia e allergologia pediatrica all’Università La Sapienza di Roma. “Tutte le linee cosmetiche e dermatologiche ultimamente tendono a usare pochissimi ingredienti profumati e si limitano a una lieve aromatizzazione. Se compare un’irritazione, occorre evitare l’applicazione di prodotti sulla pelle. È per questo che nei soggetti più sensibili si usano creme prive di qualunque aromatizzazione o persino la vaselina, che rappresenta la miglior protezione (anche se ha lo svantaggio di ungere)” spiega l’allergologa.

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